LA FOLLIA DELLA GUERRA NON CI ABBANDONA

le reali cause della tendenza umana alla contrapposizione

 

La più grande follia di quella che alcuni nominano “la terza guerra mondiale” consiste nel fatto che – sulla scia dei primi due conflitti – a pagare siano soprattutto i cosiddetti “civili”, persone che non hanno direttamente a che fare con le dinamiche del potere; anche se, nei regimi “democratici”, tutti in realtà dovrebbero considerarsi coinvolti.

Nella sua storia ricca di violenze di ogni genere, l’uomo ha sempre combattuto, ma un tempo le guerre errano maggiormente circoscritte all’ambito marziale e morivano per lo più coloro che accettavano sin dall’inizio il rischio del mestiere: se entro nell’esercito, in una forza armata, so benissimo che potrei trovarmi in situazioni di grave pericolo per la mia incolumità fisica. Allo stesso modo, accettano i rischi della velocità coloro che scelgono la carriera di pilota automobilistico e motoristico.

L’uomo evolve continuamente tra sfumature di meglio e sfumature di peggio, tristi balzi all’indietro e sorprendenti balzi in avanti, oggi molto rapidi se si considera l’incredibile polivalente e ambiguo mondo della tecnologia. La pace tuttavia sta nell’Equilibrio, in quel centro dell’Essere che non ha bisogno di tempo e di contese per evolvere. In questa dimensione, non c’è tempo per lamentarsi né per giudicare; si medita e si agisce consapevolmente nell’adesso coltivando e seguendo l’Equilibrio dell’Essere, che non ha veri nemici. Spesso la Spiritualità, se vogliamo così chiamare la ricerca dell’Equilibrio, conduce ad un atteggiamento apparentemente cinico, ma lo è soltanto per chi continua a giudicare con gli occhi della superficialità. In questa dimensione è possibile uscire dalle grinfie di un destino scritto nelle stelle per entrare nel regime della Volontà: allora capiremmo che la base della follia guerrafondaia sta nella sovrappopolazione e nella conseguente distribuzione delle risorse, fondata non su criteri di Uguaglianza, Giustizia, Solidarietà e Reciprocità, bensì sui giochi interessati – questi sì davvero cinici – del potere economico-finanziario. Il dio della guerra si chiama denaro, possesso e si serve di religioni, ideologie, simboli e paure per creare quelle divisioni necessarie affinché le stupide menti dei credenti, dei militanti, dei fanatici e degli uomini inconsapevoli si mettano in contrapposizione con altre stupide menti di credenti, militanti, fanatici e uomini inconsapevoli bisognosi di sfogare la loro rabbia repressa, la loro incapacità di vivere nella gioia.
La parola chiave per il presente ed il futuro è Integrazione. Ma per ottenere un’umanità che si senta davvero un’unica famiglia, serve una diffusa consapevolezza su chi siamo, su cos’è la vita, sul concetto di responsabilità; serve una condivisione a monte di alti valori che potremmo definire semplicemente “umani”, su cui fondare una più sana ed efficace Educazione, laddove ogni singola Persona costituisce un miracolo di vita e potenzialità. “Procreando come conigli” – per citare un uomo che in molti considerano una guida spirituale – non si otterrà questo risultato: bisogna curare innanzitutto la propria consapevolezza, affinché la procreazione non divenga un atto di egoismo più che una manifestazione di amore. Dall’insieme di tanti ego non potranno che nascere altre guerre…

 

 

Se non credi al mondo, se non hai l’amore, tutto non è altro che finzione.

Murakami Haruki, 1Q84