IL MANIFESTO DEL POETA

Missione

Comunicare e agire in modo trasversale nella società e nella politica per mettere al centro della vita la Poesia e il Buon Senso soprattutto come atteggiamenti verso se stessi e il mondo.

Facilitare l’espressione delle Emozioni e la Creatività in ogni contesto come via per un maggior Equilibrio nelle Persone e nelle Comunità. Proporre lo Zen come “la religione prima delle religioni”, una base filosofica universale che unisca tutti gli uomini in un’unica Famiglia.

 

Chi siamo

Walter Benjamin (1892-1940) sosteneva una nuova funzione dell’Arte: proporre lo sviluppo di un sistema più giusto ed alternativo a quello della società di massa…

 “Il Manifesto del Poeta” vuole coagulare, attorno ad alcuni valori fondamentali, principalmente poeti e artisti che non si sentono completamente rappresentati a livello sociale e che soffrono l’impostazione “razional-maschilista” della civiltà moderna. Siamo persone che non si limitano ad esprimere se stessi nella poesia, nella pittura, nella musica… ma vogliono positivamente influenzare con azioni coerenti e concrete l’andamento della società, creando una comunione di sentire e di idee che possano smuovere certe tendenze legislative, economiche, formative, culturali miranti a limitare la libertà dell’individuo, a classificarlo piuttosto che a promuoverlo, a disorientarlo piuttosto che aiutarlo nella sua crescita spirituale.

 

VISIONE: Il mondo poetico educante

(passo tratto dal libro “Ren Zen e il senso del vivere”)

Nel mondo che vogliamo costruire, l’Emozione tornerebbe al centro dell’azione umana con la garanzia per chiunque di poter esprimere il suo più profondo Io. Il mondo poetico sarebbe un sistema che previene i problemi psicologici degli individui, che causano poi i problemi sociali: maleducazione e mancanza di rispetto, conflitti, demotivazione, nullo o eccessivo senso di appartenenza, pregiudizi e stereotipi, paura del diverso, violenza, malattie… Non si previene il dolore incasellando l’uomo in categorie sessuali, razziali, religiose, politiche, professionali (…), ma aiutando ogni singola a persona a formare se stessa imparando a guardarsi dentro, a manifestare la sua anima con i suoi modi originali per fornire il massimo contributo al coro di voci fondamentali che è l’Universo. In fondo l’Uni-verso, per definizione, non è che la massima Poesia possibile, la sublime Sintesi della realtà immanente e trascendente. L’obiettivo dei poeti governanti sarebbe la Consapevolezza, la creazione di un sistema consapevole di cosa vuole, di dove sta dirigendosi, di quale visione intende perseguire: un sistema che guarda e vede se stesso da una posizione molto alta, totalmente al di sopra dei giochi di potere e di parte, degli infimi egoismi che conducono alla falsità, alle manipolazioni dei secondi fini che usano ogni mezzo pur di arrivare. In sostanza un ritorno alla Maieutica, all’Educazione nel senso etimologico del termine: “tirar fuori da”. Tutta la comunità fonderebbe le sue azioni sul facilitare l’emersione dei talenti, l’espressione spontanea del sé, più che sull’immettere nozioni predefinite (“in-segnamento”). Insegnare non basta, occorre educare, tirar fuori la poesia che sta dentro ogni uomo, creare un mondo che conceda i giusti tempi all’Essere oltre che all’avere. Meno immagine e più sostanza, meno superficialità e più profondità, meno chiacchiere e più riflessioni, meno conformismo e più spazio alla creatività (con relativi premi a chi la manifesta), massimo rispetto per se stessi e per l’altro come ambito d’azione della libertà.

Finché non si torna ai più alti valori della vita, continuerà la frenetica ricerca al riempimento superficiale della vita stessa, al proliferare di droghe, rumori, stati d’animo negativi e incontrollati, agenti inquinanti.

Il mondo dei poeti parte dal Silenzio e dalla Natura, combatte ogni tipo di violenza, inquinamento e rumore, è pronto a rinunce e risparmi pur di rispettare valori quali la Bellezza, la Solidarietà, la Pazienza, la Semplicità, la Responsabilità, la Comunicazione e Condivisione, ma è anche un mondo deciso ad investire sulla Ricerca in ogni campo dello scibile umano, escluso quello delle armi”.

Ma in fondo, si chiede il poeta: “E’ proprio un’utopia così irrealizzabile?”

In fondo “si possono intelligentemente sfruttare i grandi progressi della tecnologia per comunicare la Visione, l’Idea, buttare l’esca della Poesia nel mare del genio e del delirio umano. Conta l’Obiettivo!”

 

Filosofia e Teologia

L’analisi (divisione dei sistemi e dei problemi) deve essere semplicemente uno strumento per la scoperta della Sintesi. Non crediamo a chi pretende di avere ragione, di tenere la verità in tasca perché chiuso nel suo rigido “Noi”, in quel eccessivo senso di appartenenza per un partito, una religione, una filosofia… che tende al fanatismo. Il fanatismo è il male peggiore della società.

Per la nostra esperienza, la vita è un paradosso che ammette poche verità assolute, tra cui c’è “Dio”, che non può però avere una definizione univoca. In questa visione, “Dio” è il punto di Sintesi finale, l’insieme di tutti i punti di vista, di tutte le voci dell’Uni-verso… ognuno è libero di definire questa “realtà” come vuole, ma non è libero di imporre agli altri la sua definizione come l’unica verità.

C’è quindi bisogno di un atto di Umiltà da parte di tutte le fedi mondiali: l’obiettivo fondamentale delle religioni è quello di fornire guide spirituali, facilitatori della crescita di singoli e gruppi, non quello – troppo spesso perseguito – di inquadrare le masse in morali e dogmi prestabiliti e spacciati come “leggi di Dio”: ogni testo altro non è che un’interpretazione delle “Leggi di Dio”, non la Verità!

La verità non sta nelle parole e nelle storie che leggiamo in quanto tali, bensì in ciò che parole e storie nascondono, nelle sacralità del messaggio profetico che si può trovare in innumerevoli scritti e rappresentazioni umane provenienti da ogni era e parte del mondo.

 

Valori (a cosa dare importanza)

Vita: la vita in quanto tale è il primo valore da rispettare.

Bellezza: c’è una proporzione divina che rende belle le persone e le cose. Se riusciamo a comprendere e promuovere questa Proporzione, sarà più difficile che nel mondo si costruiscano tanti orrori. Nella Bellezza c’è anche la Bontà.

Esempio: chi conosce questa proporzione ha la Responsabilità di essere d’esempio nella vita di ogni giorno, perché la Poesia sta anche nella quotidianità.

Educazione: l’uomo non deve essere tanto riempito (“in-segnamento”) quanto educato (da “educere” tirar fuori quello che c’è dentro). Sentiamo come autentici valori la Persona, l’Originalità e l’Autenticità che si è in grado di esprimere. Vediamo di conseguenza la società come contesto e strumento di aiuto reciproco alla realizzazione personale, non come imposizione di morali prestabilite.

Responsabilità e non colpa: dobbiamo uscire dall’equivoco del “peccato originale”. Vogliamo abolire dal nostro vocabolario il concetto di “colpa” (assolutamente inutile e controproducente) e inserire con convinzione il concetto di Responsabilità (ognuno ha in sé le risposte e si prende carico delle sue scelte e di ciò che comunica a se stesso e agli altri).

Comunicazione: i conflitti ed i problemi nascono dall’incapacità di comunicare in modo efficace, bisogna pertanto porre più attenzione al come si dicono e si esprimono i contenuti nel rispetto delle reciproche mappe percettive. Dobbiamo combattere la superficialità linguistica, approfondire e comunicare maggiormente con le emozioni: la cultura della comunicazione efficace va promossa nelle famiglie, nelle scuole e nelle aziende come priorità.

Tradizione: il Classico è il mondo di cui non vogliamo dimenticarci. Le lingue che compongono la struttura e l’etimo degli attuali idiomi vanno riprese e ri-valorizzate… il linguaggio deve tornare profondo (occorre capire i significati delle parole) e non rimanere a livello superficiale (le parole in sé sono sempre e comunque “astratte”). Per questo vogliamo ri-dare l’attenzione che meritano al Latino e al Greco, come conoscenza delle radici e approfondimento concettuale.

Lentezza e Pazienza: “Nella pazienza c’è la verità”. Vogliamo richiamare l’attenzione al Respiro (per niente scontata al giorno d’oggi), al proprio corpo, ai modi gentili, alle pause utili per l’equilibrio emotivo. Pensiamo che “la calma è il primo dovere del cittadino.” (Conte Schulenburg-Kehnert)

Semplicità: niente è necessario se non la Consapevolezza di se stessi. Non dobbiamo essere attaccati agli oggetti che acquistiamo, né sentire il bisogno di possederli per mettersi alla pari con gli altri. L’uomo vale per ciò che è, per ciò che progetta e per ciò che fa, non per ciò che possiede.

Libertà e Solidarietà: l’artista è ben lontano dallo schierarsi in forme partitiche e dal rinchiudersi in ideologie massificanti; ragiona sempre con la propria testa e si fida più della sua sincera creatività che degli standard e costumi correnti; usa il verbo “essere” con parsimonia perché sa che con esso si possono creare forme identitarie distorte e conflitti tra persone e popoli (sono comunista/sono fascista, sono di destra/sono di sinistra, sono cristiano/sono mussulmano, sono bianco/sono nero, sono israeliano/sono palestinese, sono uomo/sono donna…). Crediamo nella Sintesi: l’Umanità intera è la nostra famiglia e non parti di umanità. Occorre lavorare per rendere libero e autonomo ciascun popolo, alla pari della persona.

Rispetto: la Libertà finisce dove inizia il Rispetto. Ognuno è libero di scegliere la propria via e di fare ciò che più gli piace, rispettando i canoni della Pulizia (lo sporco non è Bello), dell’Onestà (l’inganno non è Bello) e dell’Altruismo, inteso come attenzione alla libertà dell’altro. Sull’esempio di tutti i grandi e veri profeti della storia, siamo per la Fratellanza e la Non violenza.

Benessere individuale e sociale: al di là delle forme politiche ed economiche, conta il Benessere dell’individuo e quindi della comunità, la possibilità che ognuno ha di esprimersi ed essere se stesso; ogni sforzo delle istituzioni deve essere rivolto a questo fine. Il vero problema sta nel malessere fisico e psicologico dei singoli.

Miglioramento e crescita: vogliamo offrire opportunità di sperimentazione utili alla evoluzione personale e dei gruppi; ogni giorno si cresce grazie alla conoscenza, lo scambio e le emozioni.

Arte e artigianato: occorre ridare importanza alle attività manuali affiancandole a quelle intellettuali. La cultura del fare bene i lavori manuali è essenziale perché si possano rispettare i canoni di Bellezza nelle costruzioni materiali.

Verde e Salute: la natura è Bellezza ed Esempio: per questo va assolutamente salvaguardata! Non accettiamo a cuor leggero l’attuale inquinamento dell’atmosfera di cui tutti siamo co-responsabili. Siamo favorevoli al risparmio energetico, anche nel rispetto delle popolazioni che soffrono siccità, miseria, sfruttamento discriminante di materie prime… Non è nemmeno accettabile, per la nostra impostazione spirituale, il tremendo inquinamento acustico presente soprattutto nelle città. Occorre supportare la Ricerca perché il progresso tecnologico metta al di sopra di ogni cosa la salute e l’ambiente.

Crediamo che le persone si droghino di fumo, alcol, cibo, senso eccessivo di appartenenza, etc. perché hanno vuoti emotivi da colmare: occorre incentivare la scoperta del sé e un “riempimento sano” dei buchi emotivi attraverso la meditazione, l’arte, l’artigianato, il lavoro sognato, lo sport praticato…

Famiglia allargata: le famiglie tradizionali tendono a chiudersi nel proprio contesto e soprattutto nei propri schemi comunicativi. Siamo favorevoli ad una maggiore apertura dell’istituzione famiglia quale insieme di persone legate non soltanto dal sangue, ma da identità, valori e idee comuni, persone egualmente responsabili dell’educazione reciproca e dei figli.

Siamo convinti che sia sempre preferibile avere più riferimenti e prendere il meglio da ogni punto di vista che limitarsi a poche mappe, seppur relazionalmente importanti, come quelle dei famigliari.

 

Crediamo che…

 – i problemi di malessere personale e sociale che sfociano in devianze, dipendenze, violenze e atteggiamenti negativi verso la vita derivino essenzialmente da un analfabetismo emozionale diffuso, dalla paura di affrontare la realtà emotiva e dalla superficialità nella comunicazione interpersonale;

– una comunicazione sana sia quindi lo strumento per il superamento dei conflitti tra persone e popoli;

– la vita non sia a comparti stagni, bensì una Sintesi: in ogni momento possiamo godere di quello che facciamo nell’ attenzione al momento presente, nella cura del particolare, nella consapevolezza di essere; non dobbiamo confondere la Sintesi con l’Analisi, che è il suo esatto contrario e può produrre contrasti;

– crediamo che il Lavoro sia un gioco da giocare divertendosi: non vogliano che le persone si rassegnino a lavori in cui non credono o che lavorino per anni spinte soltanto da motivazioni economiche: ognuno deve poter ricercare il lavoro e soprattutto i modi di lavoro più adatti al proprio “carattere” in base ad uno specifico progetto di vita (buoni strumenti in questo senso sono il Bilancio competenze ed il Coaching);

– occorra dare più spazio di espressione e carriera agli autori contemporanei: troppe persone si fanno tarpare le ali dalle attuali condizioni di mercato che non consentono una fluida emersione dei talenti puri;

– il vero giacimento petrolifero italiano stia nel suo patrimonio artistico e nella cultura che giornalmente produce: la Cultura è un valore per l’uomo, ma anche un business colossale su cui puntare in modo deciso;

– regole e leggi non possano ostacolare chi porta avanti un sano progetto di vita, culturale ed imprenditoriale; occorre snellire un apparato burocratico che, anziché facilitare la creatività dell’uomo, tende a stroncarla con una visione spersonificata che non possiamo assolutamente accettare.

Un uomo considerato come “numero” è un uomo che non può volare, se non trova in sé la forza per reagire…

 

Credo di fondo

Tutto è possibile perché il mondo è infinita possibilità di crescita dove ogni persona ha qualcosa di importante da comunicare ed è in grado di fare “miracoli”.

 

Attenzione alle emozioni

Il sorriso è la nostra legge!

Il dolore fa parte della vita e aiuta a crescere, ma la tristezza non va in alcun modo “incentivata” mettendo lacci, costruendo mostri, stroncando sogni, obbligando le persone a seguire percorsi in cui non credono…

occorre perciò educare i singoli, le famiglie, gli insegnanti… alla comprensione delle emozioni, che sono il vero motore dell’umanità in quanto verità vissuta e potenti segnali d’azione. Questa è la Consapevolezza che porta ad agire e non a re-agire: troppi uomini sono ancora schiavi della loro mente che funziona sullo schema “stimolo-risposta” e crescono – se crescono – come cani addestrati, con il meccanismo dei premi e delle punizioni, del bastone e della carota; ma la realtà e la dignità dell’uomo sta nell’Educazione e nell’auto-Educazione, non nel banale addestramento!

La gestione delle emozioni negative sta nella nostra completa Responsabilità, nel riconoscerle come indicatori di un percorso. Il “bastone” è solo l’ultimo strumento da usare, in casi estremi, contro le re-azioni distruttive, ma va considerato come una sorta di “fallimento” del sistema sociale nei confronti della persona o dei gruppi di persone che adottano comportamenti violenti e contrari ai valori qui espressi.

In una visione spirituale alta, ogni stato d’animo, sintomo, malattia altro non è che un indicatore di una direzione da prendere, di un cambiamento da attuare.

In particolare sull’educazione citiamo un passo della “Fattoria Tolstoj”:

“L’ Educazione spirituale è una cosa a sé stante. Sviluppare lo spirito significa formare un carattere e mettere l’individuo in condizione di aspirare alla conoscenza di Dio e alla realizzazione di se stesso. […]

Questo è essenziale nell’educazione dei giovani; l’educazione, quando non coltiva lo spirito, è inutile, se non addirittura dannosa. […] Rimandando la preparazione all’estremo stadio della vita, non si arriva all’auto-realizzazione, bensì ad una senilità simile ad una seconda pietosa infanzia e si sopravvive su questa terra come un peso morto”.

Ren Zen e il senso del vivere